Autobiografia di un arbusto – Ambrogio Arienti

Fui; mi fu concesso il lusso di essere, che è piacevole illusione. Ora non sono, o peggio: non sono vivo ma sono, e son dannato. Non ricordo il giorno in cui le terre screparono per accogliermi, ma credo non sia un particolare di gran conto. Parlo – se si può dire che stia parlando, dal…

Estrapolazione – Fepa

Tentativo biografico n°10010101 <meta-keyword:“Le parole degli altri creano discorsi autobiografici”> Ai miei genitori Motivi dell’autore: sovrapposizioni <!–per l’editore, o forse solo per me–!> Non posso prescindere da questo: dalla sua abilità nello smascherare le parole nascoste, fatte nel modo in cui sono fatte tutte le parole, celate dietro facciate inespresse di inespressi segreti umani: di…

È miasma periodico (memoria episodica) – Eleonora Daniel

In principio era… Alla nascita il suo viso di bambino era il viso d’un normale bambino, guance, manine, cavernosi occhi dolci persino nei momenti di ripugnanza, un naso che sbrodola muco o un pannolino da cambiare; né nei mesi successivi qualcuno s’accorse d’alcuna particolarità. V’era sì stato qualche pianto improvviso, dopo un sorriso buttato giù…

Chi comanda – Chiara Aquino

PERSONAGGI Cirillo, Cavaliere della nobile casata dei Francofelidi Pomponio, Re/Imperatore di Nagamia, Lisia, principessa, figlia di Pomponio Pretendenti di Lisia: Conte di Gralasia, Conte di Fernicia, Duca di Lerolda Popolani e rivoltosi ATTO PRIMO Sala Grande del palazzo di Pomponio. Entrano i pretendenti di Lisia. Conte di Gralasia: Onorato di essere al Vostro cospetto, Principessa!…

Lascia che il cancro divori il resto – Eleonora Daniel

Lascia che il cancro divori il resto Dei troppi passati che non furono miei. Dal canto mio, mentre i cani dormivano, Ho dipinto asimmetriche orbite e scomposte Tutto per giungere a te E n’ho percorsa ognuna sino al suo punto morto Croce delle mie mappe-macchie lunari Obbligo al ritorno e immane vagare Fin dove i…

Tutto è chiaro – Federica Cenname

Un giovane uomo, con un berretto da buffone e abiti vivaci, se ne andava per una strada non meglio identificata, lo sguardo rivolto verso il cielo o perso all’orizzonte, ignaro delle avversità in cui sarebbe incorso. Era una figurina insolita, a tratti giullaresca: portava un bavero ornato da ponpons che tintinnavano al suo incedere costante,…

Mi punge Vaghezza – Fabio Rivolta

Buongiorno, mi chiamo Elvira, ho 62 anni e sono assistente infermiera presso un Centro per la Salute Mentale della bassa Brianza. Ho deciso di scrivere alla vostra rivista per raccontarvi di un incontro — anche se d’incontro propriamente non si può parlare. Mi scuso, non sono brava con le parole già quando si tratta di…

Le tre carte – Davide Paone

Ha tre, nell’occhio, carte cartomante. Pesca della prima l’equilibrio                                                                        e l’incertezza; pesca dell’altra queste alte mura        …

Anima Inefficace – Fepa

Forse non vale nemmeno la pena di ascoltarla. L’esistenza ne è piena di cose che non meritano di essere prese in considerazione: perdite di tempo, disturbi fra chi condivide spazi comuni, sottili e silenziose invasioni, inutilità assolute. Ci aveva provato per ben tre volte a fare in modo che tutto andasse bene, a vivere, ma…

Le maschere gemelle – Ambrogio Arienti

I     La fortezza dei cento pilastri nacque sulla somma del monte Qubar, edificata su nuda roccia e costruita nell’arco di un secolo con l’aiuto di schiavi raccolti agli angoli del regno di Gerbos. Il progetto fu avallato dallo stesso sovrano, ma la straordinaria architettura della rocca venne ideata dal fratello minore ed eterno cadetto,…

Dei diavoli e dei coperchi – Michele Farina

C’era una volta, e ancora c’è, il Diavolo. Deciso a regalarsi un manicaretto d’eccezione per il suo compleanno, venturo da lì a due giorni, ordinò ai suoi servi di rubare l’uovo di Sterna Canente della regina. L’uovo viaggiava in coda ad una carovana verso la fiera di Mirabilia, protetto dal valoroso Cavaliere di Spade. Lì…

Occhio non vede, cuore non duole – Martina Ciaramidaro

Da qualche tempo Adam si era stancato di vedere attorno a sé gli oggetti della sua vita con lei, tristi feticci accumulati nel tempo; l’anello-fedina dei loro primi tre anni insieme, le loro tazze stampate accumulate durante i viaggi, la tazza Parigi, la tazza Berlino, la tazza Firenze, la sua sciarpa a righe dimenticata in…

La natura delle cose – Eleonora Daniel

Mi svegliai con il suo volto davanti. Mirabile a dirsi, considerato che nessuno potrebbe descriverne le linee espressive. Pure non avevo dubbi né avrei potuto confondermi in alcun modo, come non è possibile confondere un oceano con un lago di fronte ad una distesa d’acqua apparentemente infinita. Il viso su cui stavo respirando era il…

Cinque corone – Fepa

…Pensieri soli e persone che non esistono. Io non credo che le persone esistano veramente, a volte spariscono infatti e di loro non resta niente, se non un sussurro mentale, immaginario alle volte, di tempi con loro condivisi. Quando spariscono è come se non fossero mai esistite. Di chi è la colpa? Di chi sparisce?…

La Dragonessa – Michele Farina

«Qui ne va dell’integrità di un nome! Del mio nome!» diceva lei, rimestando panni e pensieri in un’unica torbida matassa. «Dragonessa…sì, Dragonessa! Ma io mi chiedo: che razza di drago non vigila il suo tesoro?». Così procedeva sgrovigliando uno storto filo di pensieri, ora per sussurri, in punta di piedi, ora correndo in tondo per…

Cuoremalatto – Fabio Rivolta

AZIENDA OSPEDALIERA SAN GERARDO REFERTO MEDICO DEL 24-09 DIAGNOSTICATA FIBRILLAZIONE ATRIALE CONNESSA A FENOMENI DI ARITMIA CARDIACA Marta fu la prima ad accorgersene. Stavamo sdraiati lì sul letto. La sua testa poggiata sul mio petto. «Perché il tuo cuore mi sta inviando un messaggio in morse?». Questa era una di quelle volte in cui, pur non…

Per gli amici il “Castelserpio” – Matteo Mazzucchi

Lo chiamavano Diego, Diego il mendicante, nessuno conosceva il suo cognome e anche il nome era incerto. Quanti volevano dimostrare un po’ d’affetto nei suoi confronti l’avevano soprannominato “Il Castelseprio”, ma erano pochi, perversi, si contavano sulla punta delle dita. Era vecchio Diego, molto vecchio, dimostrava una settantina di anni, ma gli anziani del paese…

1252, Gli anni vuoti – Eleonora Daniel

«Questo è un locale. E questa è una birra.» ripeteva fra sé e sé Aurelio Foschi. Guardava ogni cosa come se dovesse confermarne l’esistenza, il battesimo ragionato di chi in qualche modo si è perso per strada. Normale sera di un normale 2015. In quella birreria avevano passato così tanto tempo. Gli venne in mente…

1432, Apparizione – Priscilla Buongiorno

Quando nasci in un secolo come quello in cui io vissi t’insegnano a credere a molte cose, ma prima di tutto t’insegnano a credere a Dio Onnipotente, alla Beata Vergine madre Sua e a costruire la vita intera sopra quei principi che la Santa Madre Chiesa si premura d’insegnare. Io, come esponente della mia generazione,…

1817, Lettera aperta a una sorella – Federica Cenname

Winchester, giovedì Mia carissima Cass. Eccomi ancora una volta in questo scenario a me molto familiare, seduta presso lo scrittoio con la penna in mano e un candido foglio di carta pronto per essere imbrattato con sincere parole di gratitudine. Noto con un certo compiacimento di essere riuscita nel mio intento: dopo tanto pregare –…

1847 – Ambrogio Arienti

Londra, 1847. Aveva il volto di un guerriero; un volto che era solo uno sguardo tagliente, come quello di una bestia selvatica. Il suo corpo, provato da una vita di combattimenti, riusciva comunque ad apparire alla vista ben allenato, muscoloso. Come un illusionista nascondeva i segni del suo dolore, invano mentiva persino a sé stesso. Da mesi non…

1993, Millenovecentonovantatrè, anno del Gallo – Michele Farina

La Scimmia, seduta scomposta sul Trono di Giada, sapeva bene che il momento era giunto. Voltando il capo verso le sterminate vetrate del Palazzo del Cielo, oltre la cascata di cirri e altostrati che ne velava lo sguardo, intravide la Terra: giaceva capricciosa nel geometrico abisso, impura come lo sono certe perle. Pupille abituate alla…

Date

L’escamotage strutturale che unisce i racconti Ogni mese – o due – la redazione sceglie qualcosa che attraversi i racconti, un piccolo perno attorno al quale scatenare la fantasia. Almeno una volta tutti noi abbiamo pensato che avremmo vissuto una vita migliore in un’epoca diversa. Almeno una volta abbiamo pensato di essere nati nel secolo sbagliato…

Bill – Ambrogio Arienti

Bill è un uomo corpulento, sfiora i novanta chilogrammi di peso ed è alto un metro e ottantasette centimetri. E’ diventato calvo attorno ai trent’anni e la sua pelle ha perso prematuramente elasticità e morbidezza, con ogni probabilità per colpa del suo smodato amore per la birra e per la discreta passione che nutre per…

La versione di Wile – Michele Farina

Wile varca la soglia dello studio chiudendo l’ombrello, gocce di pioggia ristagnano sul suo impermeabile sabbiato. Il Dottor Greenberg giace adagiato sulla sua Chesterfield, in mano l’immancabile taccuino rosso carminio. -Buongiorno Wile-. -Buongiorno Dottore-. -Allora? Questa settimana come andiamo? -Di merda andiamo, Dottore- -Non è riuscito a dormire meglio con le pillole che lo ho…

Personaggio secondario

L’escamotage strutturale che unisce i racconti Ogni mese – o due – la redazione sceglie qualcosa che attraversi i racconti, un piccolo perno attorno al quale scatenare la fantasia. Dare spazio a chi di spazio non ne ha avuto abbastanza, a quei personaggi che sono stati plasmati nel mondo della finzione e poi lasciati ad…

There’s a light that never goes out – Giulia Sosio

  – Take me out, tonight. – Ma siamo già usciti lo scorso venerdì! – E ti basta? – Come? – Ti basta portarmi fuori così poco, dar così poco sfoggio del mio essere meravigliosa ed adorabile? – Ma tu sei meravigliosa, te lo dico sempre! – Non basta dirmelo sempre, voglio anche che me…

JAILHOUSE ROCK – Giuditta Fullone

L’avevano studiato a lungo, quel piano. Era nato quasi per caso, buttato lì con noncuranza, con la premessa: “Dimenticate quello che sto per dirvi, tanto è impossibile…”. Ma quell’idea piaceva e così tutti avevano cominciato a pensarci. Il piano aveva allora preso corpo e per giorni interi era stato scritto, riscritto, stracciato, recuperato dal cestino,…

Editoriale TERZO NUMERO

Il Vizio è morto. Lo so perché sono stato io a porre fine a tutto. Mondo, il mio nome. E non provate a dire che mi chiamo così per via del mappamondo che ho alle spalle. Hanno pensato che sarebbe stato carino darmi il nome di una cosa grande e tonda solo perché mi piace…