Chi siamo

“Siamo nati quasi per caso” scrivevamo in un vecchio editoriale: ci siamo accorti poi che il Vizio è nato perché abbiamo voglia di scrivere e scontrarci sul nostro modo di esplorare le dimensioni della realtà attraverso lo strano filtro della letteratura.

Vuoi trovare un gruppo con cui discutere e confrontarti sui racconti o le poesie che scrivi?

Mandaci un tuo pezzo a vizio.redazione@gmail.com

 

La redazione:

Eleonora Alimenti

foto Eleonora

Scrivo, rileggo, cancello, riprovo. Nulla, mi alzo e vado a prendermi una birra. Un gatto grasso mi danza tra i piedi mentre realizzo che non so scrivere di me. Capita, non sarebbe un problema se non facessi parte della redazione di un giornale. Forse la cosa migliore sarebbe cominciare dal principio, fare le cose per bene, nome, cognome, numero di conto, hobby. Quelle cose lì, le cose di quando conosci qualcuno e non sai cosa dire. Grandioso. Peccato che quando mi trovo davanti a sguardi sconosciuti, io tenda ad abbassare il mio. Forse è questo il punto, ho iniziato a scrivere per comunicare. Su fogli sparsi ho seminato tutte le parole che non sapevo pronunciare, come ogni adolescente dalla voce sottile e dalla timidezza rumorosa. È la cosa più banale al mondo -oggi prenderei quella ragazzina per le spalle e la scuoterei come una maraca per essere stata così stupida, giovane e spaventata-, ma tutto è cominciato così. Passo ancora buona parte del tempo ad ascoltare ciò che questo sporco, incredibile pianeta ha da raccontare e a tradurlo in parole: dopotutto scrivere è ciò che mi rende felice. Tutto qui, nessun grande mistero. È il mio mondo, dentro una pagina bianca trovo spazi dove respirare. Dopo il liceo classico ho scelto la morte sociale iscrivendomi a medicina: una bella morte, tutto sommato, la morte scelta per amore. Non un amore a prima vista: siamo più come quelle vecchie coppie che urlano, si tirano i piatti e hanno il numero dell’avvocato divorzista sotto il cuscino ma, alla fine, non lo chiamano mai. Per citare Čechov e darsi un tono: “La medicina è la mia legittima sposa, mentre la letteratura è la mia amante: quando mi stanco di una, passo la notte con l’altra.” Peccato che mia moglie l’abbia scoperto, da allora dormo sul divano.

Chiara Aquino

Chiara Aquino

“Non so scrivere di me” sarebbe l’incipit ideale per una presentazione. Eppure no, io comincerò in un altro modo: non so scrivere. Di me, dei gatti, del mondo, dell’amore, dell’odio, della pace, della guerra; non so scrivere proprio di nulla. Allora perché sono qua? Vi chiederete. Be’, me lo chiedo anche io. Sarò una persona fortunata, eppure rimembro di aver rotto uno specchio, una volta, anche più di una. Comunque: non so scrivere, ma scrivere mi piace parecchio. Come a voi piace leggere, immagino, se vi trovate qua a far scorrere le pupille su di una presentazione che rasenta l’inutilità -a meno che non siate degli impiccioni senza alcuna occupazione- e mi piace scrivere per lo stesso motivo per il quale a voi piace leggere. Sto divagando come un vecchio pazzo professore, senza la sua esperienza e cultura sulle spalle, forse, si spera, almeno con la sua simpatia. Mi piace far ridere le persone, e mi piace ridere. Mi piace anche piangere. Mi piace la letteratura perché è capace di farmi ridere e farmi piangere nello stesso momento. Anche farmi arrabbiare, a volte: il patto narrativo non è sempre così facile da gestire. Ho frequentato l’Artistico ed ora studio Lettere, bel connubio di follia. La mia caporedattrice mi ha lasciato una scaletta da seguire per questa non-presentazione, eppure non ne ho sfiorato nemmeno un punto. Rispondo a una domanda, giusto per non farmi prendere a calci: Di che colore è, per te, la letteratura? Di tutti.

Priscilla Buongiorno

foto Priscilla

Il mondo per me è fatto di parole, di suoni e di immagini. Soprattutto quelle. Spesso sono tutto quello che ho e per questo cerco di non farmele sfuggire e imprimerle sul bianco di una pagina. Cerco sempre i suoni giusti per dipingerle al meglio (mi piace usare questa parola perchè la pittura è un’altra mia grande passione e mi apre lo sguardo). Tutto ciò che leggo influenza la mia scrittura, tutto ciò che vedo influenza la mia scrittura, il che probabilmente è alla base dell’aspetto disordinato e un po’ confuso delle mie stesure…
Ho sviluppato al liceo un amore per i classici che mi ha portata a iscrivermi alla facoltà di lettere e a scegliere l’università di mattoni rossi che frequento. Amo l’arte che mi fa piangere di felicità e mi riempie e mi svuota completamente. Amo i dettagli e le sfumature cui cerco sempre di dar vita nei piccoli scorci dei miei racconti.

Annalisa Castelli

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disegnatrice

Mi chiamo Annalisa Castelli, sono laureata in Lettere Moderne, studio Scienze dello Spettacolo e seguo corsi di scenografia. Non so dove tutto questo mi porterà, ma forse l’interessante sta proprio qui!
Entro nel Vizio ad aprile 2013, quando, di fronte ad una carestia di illustratori, non ho saputo dire di no alla loro richiesta d’aiuto. Ma, in fondo, non posso dire di essermi unita a loro per inseguire l’ambizione di fare opere di bene… L’ho fatto perché disegnare mi fa dannatamente rilassare e perché, se devo dire qualcosa a qualcuno, sono più brava con una matita che a parole. Quindi, perché no!?
Nella vita io sono un po’ pasticciona e i miei disegni un po’ naif e un po’ criptici, un po’ confusi… Un po’ come me… Ma poco importa. È bello dare anche agli altri la possibilità di liberare la fantasia e completare con l’immaginazione qualcosa che io ho solamente iniziato, tracciando alcuni segni su di un foglio.

 

Martina Ciaramidaro

foto martina

Una volta, quando avevo all’incirca sei anni, una mia compagna di classe mi chiese che cosa volessi fare da grande. Le feci promettere che da grandi saremmo diventate scrittrici e poi io avrei illustrato le nostre copertine. Mi piacerebbe tanto mantenere la promessa, in fondo lo devo alla mia compagna di prima elementare. Intanto questo è esattamente quello che faccio per il Vizio: scrivo racconti brevi e illustro. Penso che questo possa riassumere la mia vita da ex studentessa di un liceo artistico passata allo studio delle Lettere all’Università degli studi di Milano. A volte chi viene a conoscenza di questo cambiamento storce il naso perché lo interpreta come un passaggio da arte a letteratura e pensa che io abbia fatto un mega salto insensato. Io sorrido, perché è semplicemente il passaggio da un’arte ad un’altra arte. Intanto per non farmi mancare niente suono il pianoforte, viaggio con le mie gambe e molto più spesso con la testa, perdo le cose, mi ripropongo di fare sport mentre sto seduta sul divano a leggere, cucino sushi per gli amici, inciampo su qualsiasi cosa, compro penne, piume e boccette d’inchiostro, cerco di smettere di essere timida e non ci riesco, mi addormento sul treno… ah, sì, forse avrei dovuto semplicemente scrivere che mi chiamo Martina, classe 1995, sono siciliana ma vivo a Legnano da quando avevo due anni e mi piace assai quello che studio.

Eleonora Daniel

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Il mio 21esimo cromosoma è ad anello. Questa l’ho scoperta di recente, è uscita dalle labbra di mamma come un ricordo d’infanzia lievemente sfibrato, ma credo meritasse di essere raccontata a qualcuno. Non vuol dire nulla, o meglio, nessuno sa cosa voglia dire. È decisamente diverso, ma, vedete, a volte anche con tutte le differenze del mondo le cose cambiano poco. Comunque, io mi limito semplicemente a credere che ventuno sia un bel numero. E penso anche che mi piaccia non sapere cosa sia questa storia che sia ad anello. Con me alla fine funziona sempre tutto un po’ così, che non per forza deve esserci una spiegazione, che mi fermo per strada a guardare un bambino con una borsa più grande di lui trascinarsi dietro al padre di corsa e penso che sorridere sia in qualche modo dovuto, o che quantomeno lo sia tanto quanto piangere e gridare e aggrapparsi alle scapole di chi si ama. Quando si ama. Ho perso il filo. Ma funziona così con me, dicevo, e troppe volte scivolo via e sono ingestibile. Da qui la mia fissazione coi crolli e i frantumi. Però a scriverlo è facile, inevitabilmente logico. O forse davvero è tutto tanto semplice: sono io che complico. Allora fermiamoci ai fatti. Mi chiamo Eleonora, sono nata il 18 febbraio 1995, ho gli occhi chiari. Tuttavia non penso sia tutto qui. La donna di cristallo. Una mia amica, la più cara, scriveva questo. Lei crede nelle parole e io credo in lei. Ma è una definizione spigolosa che mi fa paura. L’ho detto che chiedere a qualcuno di dire chi è è per me una tortura?

Rispondo con una canzone: http://youtu.be/pqi4whXaHx8

Lucia Di Giovanni

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Classe 1993, siciliana nata a Monza che vive a Milano. Di natura curiosa, disordinata e svampita; al liceo classico provano ad addestrarla all’ordine e alla serietà, con scarsi risultati. Nel tentativo di darsi un tono studia lettere moderne alla Statale di Milano: si appassiona a quello che studia tanto da credere in un giornalino letterario. L’aria da intellettuale non l’avrà mai, ma è molto meglio così. Ama l’Italia, mangiare in compagnia, i gatti (specialmente i suoi) e i buoni amici, ha un debole per il fantasy e per ogni forma d’arte.

Michele Farina 

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Sono nato nel 1993 a Milano, mi sono diplomato al Liceo Omero e studio Lettere Moderne all’Università degli Studi di Milano. Scrivo, ma vorrei scrivere di più. Per certi versi a vent’anni sei già qualcosa, ma non sei ancora nessuno, quindi per capire qualcosa di me allego una lista di che non sono, ma che mi sarebbe piaciuto essere: una smorfia di Clint Eastwood in Gran Torino, la mano che Italo Calvino usava per scrivere, una canzone dei Porcupine Tree, un tramonto a Dublino, un riccio.

Giuditta Fullone

Foto Giuditta  

disegnatrice

Sono una delle illustratrici del Vizio. Studio lettere moderne e la mia passione è il cinema. Mi piace l’arte, viaggiare, sognare, ridere, cazzeggiare. Una cosa alla volta, ma anche tutte insieme. E disegnare…

Matteo Mazzucchi

Foto Matteo
disegnatore… e non solo!

Nasce il 10 Giugno del 1985 in una notte limpida e serena. Quando venne alla luce nudo e urlante, il Sole transitava nel segno dei Gemelli. Esaltato dalla luce di Mercurio, pianeta dell’intelligenza e della mobilità, ha deciso di usare il più possibile la prima e poco la seconda. Il suo spirito poliedrico è capace di spaziare dalla letteratura classica alla fantascienza, disprezzando al contrario il presente, ritenuto scialbo e noioso. Grazie alla noiosissima e stolidissima insegnante di Storia e Filosofia del Liceo, impara a disegnare (in che altro modo poteva riempire quelle ore di vuoto esistenziale?), scoprendo in questa maniera che anche al male si può trovare un qualche senso. Attualmente passa la vita aspettando Godot.(https://www.youtube.com/watch?v=Ee8XiILtHaU )
Dicono di lui e della sua arte:
FRANCESCO SOLDANI:
“Il tuo modo di disegnare mi ha sempre ricordato un po’ Schiele, sia come tratto che soprattutto per un che’ di inquieto e inquietante presente anche nei soggetti più innocenti e teoricamente tenerelli. Francamente ti raccomanderei per un pubblico più adulto, altrimenti, se il mio giudizio è fondato, rischiamo che i bambini facciano gli incubi su Paperoga… “
NATALIA MARAFFINI:
“INQUIETANTE!”
EMMA BOVARY:
“Ti ho visto fare disegni splendidi durante molte ore di lezione: trovo rilevante il fatto che la ragione decida di mettersi a dormire proprio quando dovrebbe essere arzilla.”

Noemi Oliva

Foto Noemi
disegnatrice

Sono Noemi , disegnatrice per passione! Ho frequentato il Liceo Artistico di Brera per poi continuare i miei studi presso l’Accademia di Belle Arti, indirizzo di scenografia. La mia aspirazione nella vita è quella di riuscire a fare più cose possibili in campo artistico fino a realizzarmi come illustratrice. Amo l’infinità dell’arte con tutti i suoi mille intrecci : fotografia/ MUSICA/ cinema/moda/ pittura / ecc..; parlo continuamente e non riesco a sopravvivere senza il gelato, i fiori , giocare con i capelli, fare viaggi mentali, fare viaggi veri, leggere , scrivere e naturalmente disegnare! Credo profondamente nella Fantasia.

Davide Paone

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Laureato in lettere. Sono le uniche due cose che riesco a dire. Ci sono periodi in cui scrivere è una cosa che detesto quasi quanto me stesso negli stessi periodi, quando stendo i miei pensieri al sole aspettando che siano asciutti per indossarli nuovamente, oppure aspettando di aver accumulato tanto denaro da potermene permettere dei nuovi. Ora è uno di quei momenti in cui i miei panni sono ancora in lavatrice e non ho lavorato abbastanza per concedermi il lusso dello shopping. No, non mi mostrerò nudo, ma vi darò l’illusione di aver capito di cosa stia parlando.

Federica Tosadori,
in arte Fepa

Foto Federica
Capo-Redattore

Da qualche mattina a questa parte, aprendo lentamente un occhio e poi ancora più lentamente l’altro, mi sembra di approdare su questa terra arrivando incidentalmente da un altro mondo. Io, che mi chiamo Federica Tosadori, sono sempre stata una dai sogni vorticosi e difficilmente spiegabili, tanto che spesso ho come la sensazione di aver vissuto centinaia di migliaia di vite assurde insieme a questa in cui sono una studentessa milanese di inizio secolo. Allora, da qualche notte a questa parte appunto, ho pensato che fissare il ricordo di queste esistenze mi sarebbe potuto certo servire per vivere meglio quella in cui sono sempre obbligata a tornare, e a compiere i miei doveri, come laurearmi in lettere moderne all’università degli studi di Milano. E annotando le mie narrazioni notturne, mi rendo conto sempre più di quanto io non faccia che raccontarmi storie, perfino nel sonno. Una “fiaba” dietro l’altra, personaggi pregni di caratterizzazioni psicologiche che si muovono nei paesaggi nebulosi e rosati dei miei sogni, raccontandomi vicende incantevoli. Mi accorgo di quanto io viva, di quanto ogni essere umano, che ne sia consapevole o meno, viva costantemente circondato da flussi infiniti di storie che si raccontano, che pretendono di essere narrate. Scrivo per questo. Scrivo perché sono bombardata di possibilità che diventano vere solo nelle parole.
Il Vizio è servito a farmi rendere conto di quanto sia bello e necessario condividere tutto questo.

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