Casa occupata da me – Andrea Villa

Ero lì da mesi, in realtà. Abitavo quelle stanze di quell’enorme casa da molto più tempo di quanto Irene e il fratello potessero immaginare. Non ero solo. Eravamo tanti, nascosti in biblioteca, tra spiriti di scrittori morti, autori di libri vivi. Non sapevo bene perché ci trovassimo in quella casa o forse non ne capivo…

Lucy – Priscilla Buongiorno

Ogni giorno comincia, più simile a quello prima, più simile a quello dopo. Le finestre di questo palazzo, questa reggia fatta di cristallo, mi restituiscono Londra, ma lei non mi vede, è troppo impegnata a vivere, a viversi, nei passi della gente. Quassù resto invisibile osservatrice della vita frenetica che mi circonda e mi sento…

Jean Martin – Giuditta Fullone

Sono nato a Parigi il 29 febbraio 1956: questo è stato il primo dei miei problemi. Insomma, nascere in un giorno che compare nel calendario ogni quattro anni non è molto gratificante, anzi, l’ho sempre ritenuto una sorta di segnale, un messaggio che il mondo mi aveva voluto dare nel momento esatto in cui ho…

Elementare, mia cara – Federica Cenname

Mio marito era morto già da diverso tempo. Se l’era portato via un «male incurabile» – così lo aveva definito il dottore – durante un’uggiosa mattinata di settembre, il clima abituale che Londra offre ai suoi abitanti. Mio marito faceva l’orologiaio in un piccolo negozio in Nottingham Street, vicino all’università di Westminster. Mi sono sempre chiesta…

Nearer my God to thee – Martina Ciaramidaro

«Bene, basta così.» «Addio Wallas.» «Addio Wallas, buona fortuna.» «Arrivederci, vecchio mio.» Quando Wallas si svegliò, quella mattina, pensò a quanto amasse il suono del suo violino, quanto fosse fortunato a riuscire a vivere grazie al suo strumento. Quando ormai il sole era sparito da tempo quella sera, Wallas pensò che non avrebbe mai immaginato…

Scemo che non sei altro – Giulia Sosio

15 novembre 1989 “Biglietto per Londra, sola andata.” Non è così difficile, scemo che non sei altro. Vai in biglietteria, prendi tutto il coraggio e tutta la voce che ti viene dai polmoni, raccogli le monete dalla tasca e chiedi un pezzo di carta obliterato per andare in città. La città. Poi stai attento non…

Troppo veloce – Matteo Mazzucchi

Quella mattina l’ammiraglio Ozzel si era svegliato strano. Durante la notte artificiale del suo ciclo di veglia aveva sognato di volare in uno spazio sterminato. Ma non era riuscito a capire se la cosa fosse un bene o un male, e questa incertezza lo aveva accompagnato durante tutta la mattinata. Ora si trovava nella plancia…

I capelli sono la corona delle donne – Eleonora Daniel

La cabina, anche se di prima classe, sa di sale: è il prezzo da pagare a bordo di una nave, dicono tutti. Nonostante questo, di giorno si può scampare al senso ondeggiante di equilibrio, si arriva quasi a dimenticare di essere sospesi sull’acqua. Ogni tanto, forse, all’improvviso ti coglie la consapevolezza di non trovarti sulla…

Bill – Ambrogio Arienti

Bill è un uomo corpulento, sfiora i novanta chilogrammi di peso ed è alto un metro e ottantasette centimetri. E’ diventato calvo attorno ai trent’anni e la sua pelle ha perso prematuramente elasticità e morbidezza, con ogni probabilità per colpa del suo smodato amore per la birra e per la discreta passione che nutre per…

Interstellar: «Grazie Dylan» – Lucia di Giovanni

***Attenzione: l’articolo comprende un elevato numero di SPOILER*** Il dottor Mann non se ne va docile in questa buona notte ma sbraita, mente, lotta, inganna e s’infuria contro il morire della luce. « Il dottor Mann è il migliore di noi » lo presenta Amelia Brand, ma anche il migliore degli uomini davanti alla morte ha…

I primi e l’ultimo amore di Stefano Roi – Fepa

Una donna esiliata in due parole: “Stefano, ch’era un ragazzo serio e volenteroso, continuò con profitto gli studi e, appena fu uomo, trovò un impiego dignitoso e remunerativo in un emporio di quella città. Intanto il padre venne a morire per malattia, il suo magnifico veliero fu dalla vedova venduto e il figlio si trovò…

Arance di Sicilia – Davide Paone

Mio padre le detestava. Nell’inverno del ’41 scarseggiava il raccolto e d’inverno la vita è dura se sei un povero contadino e devi mantenere tua moglie, e vivi nel 1941. L’Italia era fascista. Mio padre le detestava. Sbottava a imprecare ogni volta che lo sguardo gli cadeva sul cesto, una bestemmia ogni morso sugoso. ‹‹Non…

La versione di Wile – Michele Farina

Wile varca la soglia dello studio chiudendo l’ombrello, gocce di pioggia ristagnano sul suo impermeabile sabbiato. Il Dottor Greenberg giace adagiato sulla sua Chesterfield, in mano l’immancabile taccuino rosso carminio. -Buongiorno Wile-. -Buongiorno Dottore-. -Allora? Questa settimana come andiamo? -Di merda andiamo, Dottore- -Non è riuscito a dormire meglio con le pillole che lo ho…