Genodramma – Matteo Mazzucchi

12 novembre 2015

È a dir poco incredibile come la gente si faccia ossessionare dal futuro. Si apre il giornale, e tutti gli articoli sono dedicati alla crisi, alla disoccupazione e a una generale incertezza per il futuro. Si apre la radio e ogni parola va alle minacce di qualche terrorista da quattro soldi. Si apre internet e tutti pensano ancora alla disoccupazione e ai complotti. Poi apro la televisione e si parla di figa. Ma solo perché è Studio Aperto. Poi cambio canale e tutti tornano regolarmente a parlare dei pericoli che incombono sul nostro futuro. Che bello non dover pensare al futuro! In fondo sono proprio un uomo fortunato!

13 novembre 2015

Domani è il mio trentesimo compleanno e Clara vuole organizzare qualcosa. Io non ne avrei voglia, non ho mai festeggiato i compleanni, mi sono sempre sembrati come una sorta di countdown per calcolare l’avvicinarsi della fine. Ma questa volta la lascio fare. Che ragazza meravigliosa che è Clara! Prima di lei tutto era stato confuso, passavo da una donna all’altra e a tutte lasciavo un pessimo ricordo di me. L’idea del futuro mi infastidiva, mi turbava e finiva per distruggere tutto. Con Clara è invece stato tutto così semplice, così immediato. Con lei riesco a vivere l’attimo, e non faccio progetti per il futuro. Solo una cosa ogni tanto mi turba: per lei è lo stesso? Il dubbio dura solo un attimo. Poi torno a vivere l’attimo, la preoccupazione si dissolve e tutto funziona come prima…

14 novembre 2015

Anche il giorno del mio trentesimo compleanno è passato. Clara, piccola Clara, come sei stata gentile! La torta, la festa, i regali, tutto è stato veramente stupendo. Tutto a parte il mio umore. Tu non puoi capire. Tu non puoi sapere. Sono solo un maledetto, un umile reietto incapace di stare alla tua altezza. E presto ti lascerò sola…

22 novembre 2015

Un figlio. Clara vorrebbe un figlio. Ho tergiversato, ho cercato di parlare d’altro. E poi me ne sono andato a dormire. Probabilmente ho sbagliato tutto. Clara dovrebbe sapere. Se Clara sapesse, non vorrebbe avere un figlio da me. Forse mi lascerebbe, e farebbe anche bene. In tutta la mia vita ho sempre avuto una sola sicurezza: che la mia famiglia è maledetta, e forse è giunto il momento che venga la sua estinzione. Non bisogna aspettare poi molto…

5 dicembre 2015

La conversazione è ricaduta di nuovo sul maledettissimo argomento dei figli. Allora non c’è lo più fatta. Le ho detto. Le ho raccontato di mio bisnonno Beppe Nigro, morto a trent’anni investito da una carrozza in pieno centro lasciando orfani due figlioletti. Le ho raccontato di mio nonno Marco Giovanni, che a trent’anni si addormentò su una poltrona lasciando accesa la sigaretta. Poveretto, fece solo in tempo a riconoscere il figlio che aveva avuto da mia nonna e morì. Non pago di tutto questo le dissi anche di mio padre, travolto dalla corrente vicino alla diga di Paderno d’Adda. Indovinate a che età? Sì, proprio così. A trent’anni. Tutti gli uomini della mia famiglia sono sempre morti dopo aver compiuto i trent’anni per via di una maledizione scagliata tempo addietro da un prete arrabbiato. Le ho detto tutto quello che sapevo. E lei, piccola stupida, non mi ha creduto. Mi ha guardato con quella sua maledetta espressione incredula e ha riso. Ha riso di mio bisnonno, ha riso di mio nonno, ha riso anche di mio padre. Coincidenze. Tre coincidenze da sole sono una prova! Ma se non ti bastano queste prove, te ne porterò altre. Lo farò per toglierti quel tuo sorriso beffardo. Quanto preferisco il tuo sorriso d’amore!

7 dicembre 2015

Quei siti internet di genealogia tanto pubblicizzati sono completamente inutili, una trappola per allocchi… ma ho scoperto che all’archivio storico diocesano di Milano sono conservate le copie di tutti i registri parrocchiali della diocesi di Milano fino al 1700. Domani mattina andrò. Spero sinceramente di riuscire a trovare qualcosa… oramai è diventata una questione assolutamente personale…

8 dicembre 2015

Tutti molto gentili. Ma non sono riuscito a trovare nulla di nuovo, se non l’atto di battesimo di mio nonno, di cui sapevo già data e luogo di nascita… il prete che ci sorveglia e cordiale e aiuta tutti, ma preferisco non aver bisogno di lui, per ovvi motivi conservo una paura ancestrale verso i sacerdoti cristiani. Ma se anche domani non riuscirò a trovar nulla, proverò a chiedergli aiuto… 9 Dicembre 2015 Eureka! Riguardando a casa i documenti che ho fotografato al Diocesano ho scoperto che sull’atto di battesimo di mio nonno c’è la data e il luogo dove i suoi genitori si sono sposati! E sull’atto di matrimonio c’era anche il nome dei genitori degli sposi e dove questi erano nati! Scoprire la data di morte è più difficile, perché vanno spulciati i registri… ma nulla è impossibile se la fortuna ti aiuta! Tra polvere e muffa ho visitato il passato. E ho trovato molte conferme…

10 dicembre 2015

Addì cinque Febbraio 1902, alle ore nove meridiane. Martino Nigro, figlio di Giuseppe e Costanza Coraluppi, di anni trenta. Morto per incidente.
Addì sette Giugno 1865, alle ore 2 pomeridiane. Giuseppe Nigro, figlio di Martino e Rosa Maria Rossi, di anni trenta. Morto per febbre acuta.
Addì 8 Luglio 1838, alle ore 5 meridiane. Martino Nigro, figlio di Giuseppe e Anna Caterina Magnoni, di anni trenta. Morto per angina di petto. Mentre elencavo freddamente i risultati della mia ricerca d’archivio, Clara impallidiva leggermente e sembrava aver perso una parte della sua sicurezza. Lo si poteva capire dalla mano che stringeva sempre più forte il tessuto della poltrona, dall’occhio gonfio, che non piangeva solo per uno strano ritegno. Quando giunsi all’ultimo dei Martini sollevò di nuovo il capo.
-E suo padre?
-Suo padre, Giuseppe Nigro, è morto all’età di novantasette anni, dopo aver assistito alla morte del figlio e del nipote…
-Vedi! Vedi che non tutti nella tua famiglia son morti giovani?
-Clara… probabilmente è morto vecchio perché è stato lui o suo figlio a dare inizio a questa maledizione! A cosa è servita tutta questa ricerca? A farmi capire chi devo odiare per la mia condizione?
-Ricerca, ricerca ancora! Forse troverai qualcosa, forse… forse troverai la soluzione! Non morirai vedrai, tu non morirai!

16 dicembre 2015

Morirò, morirò entro breve, me lo sento. Mia madre cercava sempre di tacere sul passato della mia famiglia, mio padre a sua volta deve averglielo raccontato poche volte e a bassa voce. Eppure, sin da quando ero piccolo vedevo sempre con gli occhi della fantasia quel prete ancestrale che malediceva un mio antenato e condannava lui e la sua famiglia a una morte così ingiusta e prematura! Questa ricerca voluta da Clara è totalmente inutile. O forse no, a qualcosa è servita. È servita a farmi riflettere sulla mia condizione, cosa che non avevo mai fatto seriamente e con impegno. La causa del male della mia famiglia deve essere determinato da qualcosa di fisico, qualcosa che giace all’interno del nostro patrimonio genetico e lo rende marcio. Bene, il nostro patrimonio genetico si disperde insieme al passare delle generazioni. Basta fare quattro calcoli: ognuno di noi possiede due genitori, quattro nonni, otto bisnonni, 16 trisavoli, 32 antenati di quinta generazione, 64 di sesta, 128 di settima… i nostri cromosomi al contrario sono solo 48. Dunque è chiaro che di molti antenati di sesta generazione noi non possediamo nemmeno un cromosoma, e dalla generazione successiva in poi il nostro sangue si disperde sempre di più, diventando quasi nulla. Solo di un ramo della nostra famiglia siamo sicuri di conservare almeno una traccia di patrimonio genetico: la linea patrilineare. Noi maschi infatti riceviamo dal padre insieme al cognome il cromosoma y, e così ha fatto il nostro padre e il suo padre prima di lui, andando avanti potenzialmente fino all’infinito. Se dunque la maledizione si deve trovare da qualche parte, non può che stare nel cromosoma y e chiaramente colpisce solo i maschi. In effetti l’affermazione è corretta: zia Rosa, sorella di mio nonno Marco Giovanni Nigro, è vissuta fino ai 76 anni, senza che nessun male o incidente la strappasse alla vita prima del tempo. Una maledizione tutta maschile… e se riuscissi ad avere una figlia femmina? Io sono l’unico discendente dei Nigro. Con una figlia femmina ucciderei il mio cromosoma malato, estinguerei la maledizione e renderei contenta Clara… follia! Come potrei determinare il sesso del nascituro? Meglio evitare la generazione ed estinguermi con la mia famiglia…

22 dicembre 2015

Ho parlato delle mie teorie genetiche con Davide, il mio amico bioingegnere. Ha riso un po’ tra i baffi, poi mi ha spiegato come il cromosoma y determini solo la discesa dei testicoli nello scroto e poco altro.
-Ammetto che essere maschio non vuol dire molto di più. Ma sai, credo che nel cromosoma y non ci sia molto spazio per i tuoi vaneggiamenti!
-Proprio niente?
-Umpf! All’interno di ogni cromosoma c’è molto materiale genetico non decifrato e solitamente ritenuto inutile. Ma suvvia! Questa non sarebbe scienza! Sarebbe stregoneria!
Davide non capiva. Non poteva capire. La mia maledizione doveva avere una base fisica. Ma nella sua essenza più profonda non poteva essere altro che una stregoneria impalpabile e metafisica!

25 dicembre 2015

Festa di Natale con i parenti di Clara. Un po’ di tristezza. Io di parenti non ne ho più, sono solo. E tra un po’ sarò anche morto! Forse mi sono comportato un po’ male. Dovevo essere più socievole, dovevo essere più malleabile. Non me ne sarei dovuto andare sbattendo la porta! Una strana neve rossastra ha invaso tutta la città. Sembra sangue, eppure è così bella! Ah, la vita, che spettacolo! Perché la devo lasciare?

27 dicembre 2015

Quasi per caso ho trovato su internet il nome del mio antenato Giuseppe Nigro tra gli acquirenti di alcune pezze di terra secolarizzate da Napoleone durante il regno d’Italia. È forse questa l’origine della maledizione? Giuseppe aveva comprato delle terre di proprietà della chiesa provocando l’ira di qualche prete-stregone? Se solo avessi più tempo per le mie ricerche… ma servirebbe veramente a qualcosa? È veramente possibile che azioni compiute da uomini vissuti quasi duecento anni fa, in un mondo così diverso dal nostro, possono aver prodotto tanta sofferenza in me e nei miei avi? Continuo a vedere questa neve rossa. Il mondo sembra un gigantesco corpo e io un elemento estraneo pronto a esserne espulso…

1 gennaio 2016

Ieri ho celebrato quello che probabilmente è stato l’ultimo capodanno della mia vita. Ma non sono triste. Fosse stata tutta la mia vita come ieri! La giornata in realtà non era iniziata per nulla bene. C’era una forte tensione tra me e Clara, probabilmente un effetto del giorno di Natale e di tutte le polemiche che si era trascinato dietro. C’era stato così tanto silenzio che credevo che da un momento all’altro sarebbe scoppiata la tempesta, e che a causa di questa tempesta sarei stato costretto a fare le valige e andarmene via. In fondo non sarebbe stato meglio così? Stavo seduto in poltrona e stringevo nelle mani il mio libro di biologia delle medie. Lo sfogliavo svogliatamente, soffermandomi ogni tanto sulle ricche illustrazioni ed evitando accuratamente i testi.
-Ancora con quel libro di biologia?- il primo tuono rimbombava in lontananza, il vento stava cominciando a scompigliarmi i capelli.
-Non mi sembra che ci sia molto altro da fare. Non mi stai dando molta compagnia…
-Come potrei fare compagnia a un malato?
-Cosa intendi dire? -Che sei malato, Giovanni. Ma non di fisico, come pensi tu. Di testa!
-Intendi dire che sarei pazzo?!
-Non tu, Gio’. La tua famiglia!
-Sono morti! Sono tutti morti a trent’anni! Sono morti forse per caso!
-Tu non conosci i poteri dell’auto-suggestione! Va bene, un prete vi ha maledetto all’epoca di Napoleone. Oramai persino le ossa di quell’uomo saranno scomparse! Come potrebbe essersi conservato tanto a lungo il potere di quell’uomo?
-Con il DN…
-Ma quale DNA! Si tratta di autosuggestione! È la vostra mente ad aver dato potere alle parole di quel prete! E questa sindrome famigliare vi ha condotto tutti a una morte triste e prematura! Giovanni, Giovanni Nigro, è ora di rompere questo circolo vizioso! Tu sei la vita, tu vivrai!
Clara, Clara, come eri luminosa in quella serata! Quanta speranza mi diedero le tue parole! Ricordo solo che ti ho abbracciata, che i nostri corpi presero a fondersi con una intensità quasi divina. La mia mente fece in modo che prendessi le consuete precauzioni di rito. Tutto il resto lo fece il mio corpo…

10 gennaio 2016

Clara è incinta. E sembra terribilmente contenta di esserlo. Io non capisco, non riesco proprio a capirlo. Avevo preso tutte le precauzioni… ma forse… forse la maledizione doveva sopravvivere! E dalle braci quasi spente della mia esistenza ha fatto in modo di trarre combustibile per andare avanti a splendere per altri trent’anni almeno… forse mio nonno Marco Giovanni aveva commesso il mio stesso errore. Aveva cercato di rimediarlo non riconoscendo il figlio che gli era nato. Sperava in questo modo di preservarlo al sicuro… ma poi una insana pietà lo colse sul letto di morte, e tutto è ricominciato… cosa devo fare? Clara è felice, dice che devo pensare alla vita. La vita… cos’è la vita se non una attesa della morte?

11 agosto 2016

Ancora pochi mesi e sarà il mio trentunesimo compleanno. La vita cresce nel ventre di Clara, pronta da un momento all’altro a venire alla luce. Forse non vedrò mai mio figlio e non saprò mai se è femmina o maschio, non saprò mai se la maledizione sia stata spezzata definitivamente o se all’inferno un prete sadico continuerà ancora per secoli a ridere della mia famiglia. Ma forse la maledizione è già stata spezzata. In tutti questi mesi non ho più pensato alla morte, non ho più nemmeno compilato questo misero diario. Forse la vita ha già vinto e non mi resta altro che affrontare la peggiore delle prove: viverla fino in fondo, senza sapere quale sarà il suo termine ultimo…

Image and video hosting by TinyPic

di Matteo Mazzucchi
disegno di Daniela Cervera

N.B.: tutti i pezzi del Vizio del Mese di Ottobre hanno come tema Sindromi e Ossessioni.

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Emanuele ha detto:

    Quando ho visto che pubblicavate ancora come ‘vizio di ottobre’ ero pronto a farvi le pulci… Mi pento e mi dolgo anche solo per averlo pensato!! Valeva la pena farebuno strappo alla regola per questa bella storia che ha dentro tutto quello che una BELLA storia deve contenere… Grazie!!

    Mi piace

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