1993, Millenovecentonovantatrè, anno del Gallo – Michele Farina

Per Michele Farina

La Scimmia, seduta scomposta sul Trono di Giada, sapeva bene che il momento era giunto. Voltando il capo verso le sterminate vetrate del Palazzo del Cielo, oltre la cascata di cirri e altostrati che ne velava lo sguardo, intravide la Terra: giaceva capricciosa nel geometrico abisso, impura come lo sono certe perle. Pupille abituate alla diafana uniformità delle nuvole e all’immacolata luce stellare subivano il fascino oscuro della fragilità di quell’insulso pianeta, che di notte appariva talmente sciocco da non meritarsi la Luna. Sembrava assurdo che molti cicli fa quella fosse stata casa sua, prima della Chiamata. Casa, quella parola rigirava nella sua mente come un monile tra le mani di un mercante. Non ricordava più nulla della sua vita sulla Terra, ma ogniqualvolta quella ammiccava giocosa dalle vetrate non gli riusciva difficile immaginare di averla amata, in un mondo prima del mondo, come un orfano porta nel sangue il volto sconosciuto della madre.

La Scimmia pensò che tutte le cose perdute sono magnetiche.

La Scimmia pensò che tutte le cose irraggiungibili sono perfette negli occhi di chi non può averle.

Per un anno aveva spalancato le finestre del palazzo trovando quello che per tutte le creature è l’Universo, ma che per lei era diventato una sorta di sterminato e intoccabile giardino. Le era piaciuto sedersi e osservare dalla cupola del palazzo l’esplosione dei corpi siderei, la loro nascita, sentendo un brivido ogni volta che due orbite si sfioravano senza collidere. Molto aveva appreso in quell’anno ascoltando la muta armonia dei mondi. Il suo tempo era ormai scaduto e la tristezza di quel pensiero disegnava ora una smorfia di tristezza sul suo volto. Avrebbe vagato per le pianure eterne, disegnando le mappe del cielo e solcando il terreno coi bastoni, per non dimenticare.

Entra pure, amico mio– disse la Scimmia senza mai sottrarre lo sguardo al magnetismo del pianeta imperfetto. Il portale del salone si spalancò silenziosamente, il Gallo attendeva all’ingresso.

Ti porgo il mio saluto, Hou l’Astuta. Un ciclo è passato dal nostro ultimo incontro, ma la mia gioia è immutabile nel ritrovarti ogni volta e immutata è la tua solerzia nel reggere gli equilibri dei mondi nel tempo che ti fu affidato nel giorno della Chiamata. Il nuovo anno incombe, sai bene cosa significa. È tempo per te di andare.

-E immutata nei cicli è la tua crudele cortesia, Ji il Variopinto. Conosco bene le leggi e conosco bene le implicazioni del tuo avvento. Indulgevo nell’osservare la Terra, aspettando il tuo arrivo: non la trovi magnifica?

-Non per nulla ti chiamano l’Astuta. Non temporeggiare con le tue blandizie, il tempo è scaduto.  

-Concedimi ancora un momento, te ne prego. Per ogni attimo che mi concederai ne donerò uno agli altri Undici, lo prometto.

E sia. Cosa ti turba, amica mia? Mai prima d’ora ti ho vista così inquieta.

-Oscuri pensieri abitano la mia mente da qualche tempo a questa parte. Rammenti qualcosa della nostra vita sulla Terra? Prima della Chiamata?

-Quello che ricordi tu.

-Niente dunque.

-Non ti capita mai di provare sentimenti contrastanti a riguardo…non provi nostalgia? Ci sono dei giorni, delle notti anzi, che incendierei l’Universo per poter trascorrere un solo istante sulla Terra. Mi fosse almeno concesso di averne memoria mi potrei accontentare del ricordo, lo custodirei come cosa preziosa.

La Scimmia ora sorrideva trasognata, gli occhi ingoiati dalla parete, come se le tanto agognate memorie le scorressero davanti, proiettate sulla vetrata. Il Gallo intervenne brusco per troncare quella che stava diventando una conversazione pericolosa:

Non permettere che la tua mente sia infettata da queste inezie. Il Cielo è la nostra casa, non può mancarci ciò che non abbiamo mai conosciuto. Non deve.  Questo è il nostro posto, questo il nostro ruolo. Da sempre e per sempre.  Ti invito a rifletterci nei prossimi anni, perché ogni cosa dipende dalla tua fede in questo pensiero. Se le certezze di uno di noi vacillano è l’Universo stesso a tremare. Siamo forti quanto l’anello più debole della catena Hou, non dimenticarlo mai.

Il Gallo non era del tutto sincero, ma non provò vergogna, perché sapeva che certi pensieri, una volta pronunciati, hanno il potere di sovvertire l’Universo.

Il Gallo comprendeva tuttavia la Scimmia, senza poterla assecondare. Alcune parole possono abbattere il tempo, perché sono prima del tempo e fuori di esso.

Memoria. Casa. Madre.

La Scimmia annuì silente e scese dal Trono di Giada dirigendosi verso il portale. Capì che undici anni di solitudine forse sarebbero stati pochi per elaborare quei pensieri.

Arrivederci Hou, a presto amica mia. Porgi il mio saluto a Yang l’Elegante quando la incontrerai.

-Arrivederci Ji, possa il tuo anno essere splendido anche solo la metà di quanto lo è stato il mio. Porgi il mio saluto al Fedele Gou quando verrà tra un anno.

Il Gallo accompagnò la Scimmia con lo sguardo fino a quando il portale non si fu richiuso dietro di lei. Voltatosi provò stupore nel vedere che il Trono si era trasformato in un magnifico Trespolo. Quando ne fu all’apice una luce tiepida invase la sala: l’alba dell’anno nuovo era di millenovecentonovantatrè colori differenti, come le sue penne. Così l’anno del Gallo ebbe inizio.

Il Gallo, appollaiato sul Trespolo di Giada, si voltò verso le vetrate sterminate del Palazzo del Cielo e la vide, magnificamente imperfetta come nei suoi non-ricordi. Il loro pianeta non-madre, la loro non-casa.

di Michele Farina

disegno di Matteo Mazzucchi

N.B.: tutti i pezzi del Vizio del Mese: Agosto viaggiano nel tempo: ogni racconto ruota intorno a una data specifica da cui gli scrittori si sono lasciati ispirare.

Annunci

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Emanuele ha detto:

    Lungo il giusto ed intenso! E ha la capacità di farmi viaggiare a immaginare tutti gli altri incontri tra i grandi guardiani dell’universo che di anno in anno vegliano sulla terra =D

    Mi piace

  2. Suggestivo eh? 😉 Grazie!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...