Disamore – Samuela Serri

A Dino: al suo romanzo
che ho molto amato

Amare nonostante
le distanze; non potere
non amare; amare
la bestia che scendendo mi divora, mi azzanna
le caviglie.
Milano asfalto umido
rovine di città e mura di metropoli
L’autunno è la morte ma l’inverno
l’inverno è uno stato mentale.

Pietrificata, ossea e sanguigna
la carne, l’interiore, la città.
Vagavo: senza meta, stupita.
Triangoli e schegge mi feriscono gli occhi.
Si amano che le cose che ci respingono?
Quelle che ci pungono?
Chi trova le parole giuste?
Una rosa di sole spine è ancora una rosa?

Inciampando in ogni rotaia
trattengo tutto
alberi in giostra, sentimenti freddi, discorsi stonati
Tu chiedi un disamore
in punta di piedi, con aggiustamenti e cigolii
con volantini e cartacce, e avanzi e fondi di caffè
e palazzoni, guglie e riflessi, e vetrate
e soli e vita, vita, vita.
Quanta vita.

J’ai pensé qu’il valait mieux
te quitter sans un adieu
E così me ne vado: da sola,
smemorata e di notte.

di Samuela Serri

disegno di Fabio Maggio

disamore

NB: tutti i pezzi del Vizo del mese: novembre – dicembre sono ispirati da una canzone

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...