Editoriale TERZO NUMERO

EditorialeIl Vizio è morto. Lo so perché sono stato io a porre fine a tutto. Mondo, il mio nome. E non provate a dire che mi chiamo così per via del mappamondo che ho alle spalle. Hanno pensato che sarebbe stato carino darmi il nome di una cosa grande e tonda solo perché mi piace la geografia e tengo un mappamondo in camera… Allora perché non chiamarmi Lampada?! Pensavano fossi tenero e innocuo come un disegno per bambini, invece me li sono mangiati tutti. Peccato solo che molti se ne fossero già andati da quell’accozzaglia che chiamavano redazione: è stato solo un magro spuntino, però mi sono preso tutti i loro libri. Ora so come occupare il tempo mentre li digerisco.

Di queste scartoffie che hanno lasciato non so che farmene, ma ormai le faccende più noiose sono finite. Hanno scritto alcune favolette… viste così, tutte assieme, non mi sembrano neanche male. Bah! Parlavano di “terzo numero”, ma non ho ben capito a cosa si riferissero. Magari le raccolgo e aggiungo queste mie parole in testa per spiegare un po’, mi prendo una parte di responsabilità. Ci tenevano a questi fogli e dopotutto mi hanno allevato, mi volevano bene: un po’ glielo devo. Poi mi piace scrivere… sì, sono un disegno a cui piace scrivere, che volete?! Hanno buttato giù questi racconti partendo dalle immagini. Bell’idea, vero? Ogni disegno ha ricevuto il proprio scritto, hanno discusso le minuzie, hanno fatto le pulci alle parole, ma nessuno ha scelto di scrivere su di me. Non mi sembra giusto! Riunione dopo riunione sono diventato sempre più triste: sarei stato perfetto per quello che avevano in mente. Ebbene, forse è per questo che li ho mangiati, ero un poco risentito. Sì, in fondo il mio nome, Mondo, non mi dispiace: è grande, importante, mi dà un’aria distinta.

Mi sento un po’ in colpa nei loro confronti: ucciderli così, senza nemmeno provare a ricordar loro della mia esistenza e che potevano scrivere su di me, che mi adattavo a tutto io. L’eroe, il cattivo, anche solo un piccolo cameo, qualsiasi cosa mi avrebbe reso felice. Ora che li ho mangiati rimango solo io, Mondo; vi ricorderete di me che nasco nell’immagine e muoio nella parola.

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Misterkappa ha detto:

    Bel post, mi piace! 🙂

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